Fratelli – parte 1

Vorrei scrivere di fratelli…ma non so da che parte iniziare… dunque vediamo di ripercorrere la mia cronologia legata a questo concetto.

 

Fratelli – parte uno

Quando sono nata, avevo già un fratello e aveva già 3 anni compiuti. E mi ha sempre destato un po’ di “skazzo” il fatto di non essere la prima…davvero lo ricordo sin da piccola… lui sapeva già fare un sacco di cose e io niente o quasi e non lo trovavo giusto… lui aveva avuto tutto il suo bel tempo per imparare in tutta tranquillità senza ansia da paragoni.. lui era il “primo”, non solo era “primogenito maschio” e aveva anche un nome strano e maestoso “Oscar”, anche se mi è sempre sembrato un nome buffo, un po’ da cani (con tutto rispetto, idoneo alla razza canina, intendo) e mi faceva un sacco sorridere il mio nonno materno che non riusciva a pronunciarlo correttamente…. D’altronde era lo stesso mio nonno che aveva registrato mia mamma all’anagrafe con l’appellativo di “Orbella” , tramutato poi in Ornella (evidentemente i nomi non erano il suo forte)… scusate la digressione… comunque dicevo “il fato” mi aveva attribuito questo Oscar come fratello e io che mai avrei potuto fare per sopperire a questa ingiustizia temporale della seconda nata?!? Iniziare una pazzesca e sfrenata rincorsa per far vedere che potevo competere con il grande di famiglia… tutto quello che faceva lui lo volevo fare anche io a tutti i costi… e così dai racconti dei miei genitori emerge una piccola tempestosa rompi palle (io) pronta a combinare guai pur di mettermi in evidenza… e disposta a provare e riprovare con una cocciutaggine, che ancora non ho perso, finché non riuscivo a raggiungere l’obiettivo: mi arrampicavo ovunque, ho camminato e parlato piuttosto presto, ho imparato ad allacciarmi le scarpe prima di mio fratello, volevo fare la pipì da in piedi (lo avevo già scritto in un’altra pagina ma era davvero un’ingiustizia per me) e quando lui ha iniziato la prima elementare ricordo di aver costretto mio papà a darmi lezioni serali su un quadernetto con le pagine gialline per imparare a scrivere e a leggere… e nonostante tutta questa pressione alle spalle lui il mio fratellone, mi voleva bene e giocava anche con me…. Solo giochi da maschi…. Gare di macchinine o battaglie mostruose con masters (non so se li ricordate): nei giochi però dovevo soccombere…. Lui aveva il mega castello di skeletron con le trappole e con un seguito di alleati cattivi (alcuni cattivissimi come l’uomo ape), io avevo una scatola da scarpe pitturata da me dove abitava segretamente I-man con Sheila e i loro discepoli mini pony con le temibilissime code colorate. Non che io non avessi giocattoli, sia chiaro. Ma a babbo Natale chiedevo spesso giochi che poi mi annoiavano perché le pubblicità mi creavano sempre troppe aspettative al riguardo.
E poi i giochi di mio fratello erano più belli e lui aveva tantissima fantasia e creava storie fantastiche…
D’altronde l’ho sempre trovato simpaticissimo e crescendo mi sono aggregata ai suoi amici che trovavo altrettanto simpatici e divertenti (sarà un caso ma ho sposato il suo miglior amico). Comunque ricordo che quando è andato ad abitare da solo mi mancava, anche se ovviamente non gliel’ho mai detto…
Lui si è poi affermato come lo sportivo di casa, bici e corsa le sue passioni da sempre, e finisce pure sui giornali locali quando vince le gare e gli occhi di mio papà brillano come fosse in prima pagina sul New York Times.
E poi è bravo anche sul lavoro e si è fatto la sua posizione da direttore, quindi quando c’è un dubbio, qualcosa da fare o da capire di una certa rilevanza la frase conclusiva che rasserena gli animi della famiglia è “va be’, poi lo chiediamo a Oscar”…ma ormai a 36 anni non mi dà più fastidio non essere per forza la prima!

Segue

2 risposte a “Fratelli – parte 1”

  1. belin che commento strappalacrime.. dopo tanti anni anch’io devo confessarti una cosa………. l’uomo ape dei masters in realtà sarebbe stato un bravo ma siccome era troppo figo lo avevo scelto lo stesso e arruolato con skeletor 😘

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